Campi elettromagnetici e cellule: cosa succede nel nostro organismo

Campi elettromagnetici e cellule: cosa succede davvero nel nostro organismo

Viviamo immersi nei campi elettromagnetici (EMF) prodotti da dispositivi elettronici, reti wireless, Wi-Fi, 4G e 5G. È un ambiente nuovo per l’essere umano dal punto di vista evolutivo, e la ricerca scientifica sta cercando di capire come queste esposizioni possano influenzare il nostro organismo. L’obiettivo qui non è convincere, ma spiegare in modo oggettivo ciò che oggi è noto a livello cellulare e fisiologico.

Come le cellule percepiscono i campi elettromagnetici

Le cellule non hanno “antenne”, ma sono sensibili agli stimoli elettrici grazie a strutture presenti nelle loro membrane. In particolare, gli EMF possono attivare i canali del calcio voltaggio-dipendenti, piccoli “portoni” che regolano il passaggio di ioni calcio (Ca²⁺) dall’esterno all’interno della cellula.

Il calcio è un messaggero chimico fondamentale: controlla la contrazione muscolare, la trasmissione nervosa, la produzione di energia e persino l’attivazione di geni. Quando l’ingresso di calcio diventa eccessivo, la cellula può andare incontro a squilibri che si ripercuotono su molte funzioni vitali.


Stress ossidativo e mitocondri sotto pressione

Un eccesso di calcio intracellulare stimola i mitocondri — le centrali energetiche della cellula — a produrre più energia. Ma se questo stimolo è costante, i mitocondri iniziano a generare anche radicali liberi (molecole instabili che danneggiano lipidi, proteine e DNA).

Il problema maggiore riguarda il DNA mitocondriale, che è molto più vulnerabile del DNA custodito nel nucleo: è meno protetto e si trova vicino al luogo dove i radicali liberi vengono prodotti. Per questo motivo, l’esposizione prolungata agli EMF è stata collegata a danni cumulativi che compromettono la capacità delle cellule di produrre energia in modo efficiente.


Alterazioni dell’espressione genica

Diversi studi hanno osservato che gli EMF possono influenzare anche l’espressione genica, cioè la capacità della cellula di “accendere o spegnere” i geni in risposta a stimoli esterni. Questo può significare:

  • maggiore attivazione di geni legati allo stress ossidativo;
  • modifiche nei geni che regolano la morte cellulare programmata (apoptosi);
  • alterazioni nei geni che partecipano al controllo del ciclo cellulare.

Tessuti e apparati più sensibili

Gli effetti degli EMF non sono uniformi in tutto il corpo. Alcuni tessuti risultano più vulnerabili perché hanno alta attività elettrica o elevata sensibilità al calcio.

  • Sistema nervoso centrale: i neuroni comunicano attraverso impulsi elettrici finissimi. Alterazioni nei flussi di calcio e stress ossidativo possono influenzare memoria, concentrazione e funzioni cognitive. Alcuni studi indicano anche possibili effetti sull’equilibrio tra eccitazione e inibizione neuronale.
  • Apparato riproduttivo: spermatozoi e ovociti hanno membrane ricche di canali ionici e mitocondri molto attivi. Lo stress ossidativo può ridurre la qualità degli spermatozoi e compromettere l’integrità del DNA.
  • Sistema cardiovascolare: le cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni, sono sensibili ai cambiamenti di calcio e allo stress ossidativo. Questo può influenzare l’elasticità dei vasi e i meccanismi di regolazione della pressione sanguigna.
  • Sistema immunitario: alcune cellule immunitarie modulano la loro attività attraverso segnali di calcio. Un’eccessiva stimolazione può alterarne l’efficienza e la capacità di difesa.

Fonti scientifiche

  • Pall, M. L. (2013). Electromagnetic fields act via activation of voltage-gated calcium channels to produce beneficial or adverse effects. Journal of Cellular and Molecular Medicine, 17(8), 958–965. https://doi.org/10.1111/jcmm.12088
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  • Santini, S. J., Cordone, V., Falone, S., Mancinelli, R., Cacchio, M., di Emidio, G., Tatone, C., Amicarelli, F., & D'Alessandro, A. (2018). Role of mitochondria in the oxidative stress induced by electromagnetic fields on reproductive systems. Oxidative Medicine and Cellular Longevity, 2018, 5076271. https://doi.org/10.1155/2018/5076271