Mielina e vitamina B12: come viaggiano i messaggi nei nervi

Mielina e vitamina B12: come viaggiano i messaggi nei nervi
Muovere una mano o percepire il contatto con un oggetto richiede uno scambio rapido di informazioni tra sistema nervoso e resto del corpo. Questi messaggi viaggiano lungo gli assoni, i prolungamenti dei neuroni, sotto forma di impulsi elettrici. La mielina e un adeguato apporto di vitamina B12 contribuiscono, con ruoli diversi, al buon funzionamento di questa comunicazione.


Com’è fatto un neurone?
Il neurone è una cellula specializzata nel ricevere e trasmettere informazioni. Possiamo immaginarlo come un piccolo albero: i dendriti sono le ramificazioni che ricevono molti dei segnali provenienti dalle altre cellule; il corpo cellulare contiene il nucleo e integra le informazioni ricevute; l’assone è un prolungamento che conduce l’impulso nervoso verso altre cellule. Alle sue estremità si trovano le terminazioni sinaptiche, che generalmente rilasciano messaggeri chimici, chiamati neurotrasmettitori, per comunicare con un altro neurone o, per esempio, con una cellula muscolare. È proprio intorno all’assone, non all’intero neurone, che può trovarsi il rivestimento di mielina.
 



Come si trasmette il segnale nervoso?
La membrana del neurone mantiene una differenza di carica elettrica tra interno ed esterno. Quando uno stimolo raggiunge una soglia sufficiente, si aprono specifici canali: piccole “porte” attraverso cui entrano ioni sodio, particelle dotate di carica positiva. L’ingresso modifica rapidamente la carica della membrana, generando un potenziale d’azione, cioè l’impulso nervoso. Successivamente, l’uscita di ioni potassio contribuisce a riportare la membrana verso la condizione iniziale.
Il cambiamento elettrico attiva il tratto successivo dell’assone, propagando il messaggio. Possiamo immaginarlo come un’onda allo stadio: il movimento avanza perché ogni settore attiva quello vicino, non perché le stesse persone percorrono l’intera tribuna. Analogamente, non sono gli stessi ioni sodio a viaggiare da un’estremità all’altra del nervo.



Perché la mielina rende la trasmissione più efficiente?
La mielina è un rivestimento ricco di grassi e proteine che isola molti assoni. Viene prodotta dagli oligodendrociti nel cervello e nel midollo spinale e dalle cellule di Schwann nei nervi periferici.
Tra i segmenti di mielina rimangono piccoli intervalli, i nodi di Ranvier, dove si concentrano i canali che rigenerano l’impulso. La corrente si diffonde sotto il tratto isolato e attiva il nodo successivo: il segnale sembra così “saltare” da un nodo all’altro. Questa conduzione saltatoria permette una trasmissione più rapida rispetto a una fibra non mielinizzata dello stesso diametro.



Che cosa c’entra la vitamina B12?
La mielina è una struttura viva, che le cellule devono costruire e mantenere nel tempo. È composta soprattutto da grassi e proteine: per produrre e modificare correttamente queste molecole servono diverse reazioni chimiche, alcune delle quali dipendono dalla vitamina B12.
In particolare, la B12 aiuta a trasformare una sostanza chiamata omocisteina in metionina. Da quest’ultima si ottiene la SAM, una molecola che trasferisce piccoli gruppi chimici ad altre molecole. Queste modifiche, chiamate metilazioni, partecipano al metabolismo dei componenti della mielina e alla regolazione dell’attività delle cellule.
Possiamo immaginare la mielina come il rivestimento isolante di un cavo: la B12 non è il materiale isolante, ma uno degli strumenti necessari alla sua corretta manutenzione. Se manca, alcuni processi diventano meno efficienti e il rivestimento può alterarsi, compromettendo la trasmissione dei segnali nervosi. Questo è uno dei meccanismi proposti per spiegare i danni neurologici da carenza di B12; il processo completo è più complesso e non ancora del tutto chiarito.
Garantire una quantità adeguata di B12 sostiene quindi il normale funzionamento del sistema nervoso. L’integrazione è utile quando l’apporto o l’assorbimento sono insufficienti: non significa, invece, che una dose maggiore renda automaticamente più veloce la comunicazione nervosa



Bibliografia
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